I libri del Nuovo Testamento

 I libri del Nuovo Testamento: i quattro Vangeli

Noi diciamo Vangelo, identificando questo titolo col Nuovo Testamento, perché Vangelo significa buona novella, e questa ci è annunziata in tutti i libri del Nuovo Testamento. Vangelo, propriamente parlando, è quella parte del Nuovo Te­stamento che ci parla delle azioni e delle parole del Redentore, ma anche le Lettere degli Apostoli e i loro Atti rispecchiano l'insegnamento di Gesù, le sue azioni, o i primi frutti della re­denzione, quindi Vangelo è tutto il Nuovo Testamento, è il gran Libro di vita di tutta l'umanità, è il codice mirabile che deve regolarla e condurla a salvezza.

I libri del Nuovo Testamento sono 27 e comprendono i quattro Vangeli propriamente detti, secondo san Matteo, san Marco, san Luca e san Giovanni, gli Atti degli Apostoli, quat­tordici lettere di san Paolo, una lettera di san Giacomo, due di san Pietro, tre di san Giovanni, una di san Giuda Taddeo, e l'Apocalisse. Secondo l'argomento che trattano si dividono in tre classi: Libri storici, didattici e profetici. Alla prima classe appartengono i quattro Vangeli e gli Atti degli Apostoli, nei quali si racconta la vita di Gesù Cristo, la fondazione della Chiesa e le principali opere degli apostoli, specialmente di san Pietro e san Paolo. Alla seconda classe appartengono le Lette­re di san Paolo e degli apostoli già ricordati; alla terza, l'Apo­calisse, che profetizza sulla fine dei tempi e sul pieno trionfo del regno di Dio sul regno di satana.

I Vangeli, propriamente detti, ispirati da Dio e riconosciu­ti come tali dalla Chiesa sono quattro, come si è detto; ce ne

sono altri, scritti o da cristiani dei primi tempi o addirittura da eretici che vengono chiamati apòcrifi, e rigettati dalla Chiesa*.

* Ce ne sono molti, come quello secondo gli Egiziani, secondo Tommaso, Mattia, Bartolomeo, Basilide, Apelle, ecc.

Gesù Cristo parlò, non scrisse, e diede agli apostoli la missione di predicare. È tanto assurda la pretesa dei prote­stanti di appellarsi unicamente alla parola scritta e di trovarvi l'unica regola della fede, perché Gesù Cristo affidò alla Pa­rola viva la promulgazione del Vangelo.

Dilatatasi poi la Chiesa, e per l'esigenza stessa della e­vangelizzazione dei popoli, il Signore ispirò di porre per i­scritto i principali fatti e le principali parole della vita del Re­dentore. Come suol fare il Signore nelle sue opere, circostanze particolari di luoghi e ambiente spinsero gli evangelisti a fare la loro narrazione. Così per esempio san Matteo scrisse per dimostrare l'avveramento delle profezie nel Redentore, e san Giovanni per mostrarne la divinità. Nessuno dei Vangeli è una completa narrazione di tutti i fatti della vita di Gesù Cristo, come dice espressamente san Giovanni parlando del suo Van­gelo (21,25), ma ognuno comprende e raccoglie quei fatti più salienti atti a promuovere l'edificazione del cuore cristiano.